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Venerdì 14 Giugno 2013
La Caritas diocesana   versione testuale






IDENTITA' E MANDATO

 1. La Caritas organismo della Chiesa

La Caritas diocesana è l’organismo pastorale della Chiesa particolare, con il mandato di animare la comunità al senso di carità, in risposta a
persone in situazioni di difficoltà, con interventi concreti promozionali e ove possibile preventivi.
 
La sua azione si caratterizza per la prevalente funzione pedagogica:
- assume forme consone ai tempi ed ai bisogni;
- è in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace;
- mantiene una particolare attenzione agli ultimi. (cfr. Statuto Caritas Italiana, art. 1)

Cosa significa “organismo pastorale”?

La Caritas non è un’associazione, un gruppo di volontariato, un’agenzia di formazione, un’organizzazione di solo intervento, un centro documentazione, un ente gestore, …
È uno strumento complesso, vivo, attivo, a servizio della vita stessa della Chiesa, della sua azione nel tempo e del suo servizio al mondo.

Cosa significa “prevalente funzione pedagogica”?

La Caritas promuove la testimonianza della carità col metodo della pedagogia dei fatti: partire dai problemi e dalle sofferenze delle persone per aiutare tutta la comunità (non soltanto i buoni, i bravi, i praticanti, i migliori) a costruire risposte di solidarietà nella dimensione della partecipazione e della corresponsabilità.
 
Paolo VI, il 28 settembre del 1972, al primo Convegno delle Caritas diocesane, dava questa indicazione: «Al di sopra dell’aspetto puramente materiale della vostra attività, deve emergere la sua prevalente funzione pedagogica».
 
La domanda da porsi costantemente è: che valenza educativa ha per la comunità e per le singole persone il progetto, l’iniziativa, il servizio che viene promosso? Quale messaggio lancia? Quale cambiamento produce?
 

2. L'origine nel Concilio Vaticano II

 I presupposti dell’istituzione della Caritas in Italia sono da ricercare in alcune importanti acquisizioni del Concilio Vaticano II tra cui, principalmente, la concezione di Chiesa come comunità che si sviluppa attorno a tre dimensioni fondamentali:
- l’annuncio e l’ascolto della Parola,
- la celebrazione dei Sacramenti,
- la testimonianza della Carità.
 
La Chiesa, costituita dalla carità divina, è chiamata, infatti, a strutturarsi sul territorio come comunità che, pur nella diversità dei ruoli e dei carismi, sollecita la corresponsabilità di tutti per «… far maturare le comunità parrocchiali come soggetto di una catechesi permanente e integrale, di una celebrazione liturgica viva e partecipata, di una testimonianza di servizio attenta e operosa» (Evangelizzazione e testimonianza della carità, n. 28).
 
Proprio per contribuire a promuovere il nuovo volto della Chiesa nel mondo contemporaneo – così come emerso dalle due costituzioni conciliari Gaudium et spes e Lumen Gentium – la Cei, con decreto del 2 luglio 1971, istituisce la Caritas Italiana con un ruolo che andasse oltre l’assistenza e l’intervento nell’emergenza.
Precedentemente, infatti, l’esercizio della carità era spesso relegato a fatto marginale e discrezionale nella vita cristiana per lo più percepito come privato.
Paolo VI, sempre in occasione di quel primo Convegno Caritas del 1972 affermava: «Una crescita del popolo di Dio, non è concepibile senza una maggiore presa di coscienza da parte di tutta la comunità cristiana, delle proprie responsabilità nei confronti dei suoi membri. La carità resterà sempre per la Chiesa il banco di prova della sua credibilità nel mondo».
 
Così, la Caritas è chiamata a svolgere nella Chiesa un ruolo di animazione, per:
- creare una nuova cultura della carità, capace di essere segno dell’amore gratuito di Dio per ogni uomo;
- promuovere la scelta preferenziale dei poveri, banco di prova per verificare quanto effettivamente la carità è presente nella Chiesa;
- fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione, come ribadisce Giovanni Paolo II nella Novo Millennio Ineunte: «Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli a Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo» (n. 43).